La storia di un ometto che nel lontano 2000 conviveva con la sua ragazza.Poi questo ometto ha smesso di convivere.
Da allora egli ha sempre lottato contro la convivenza.
Adesso, invece, pensa che la cosa sia fattibile.
Bisogna capire il motivo di tale cambio di direzione alquanto netto: prima il nostro pensava "compriamo due monolocali separati. Poi è ovvio che staremo sempre insieme o in uno o nell'altro appartamento, ma almeno manteniamo i nostri spazi"; ora l'idea gli sembra sì attraente, ma molto meno rispetto a prima (non solo per un motivo economico).
Cosa è cambiato in questi mesi? Le cose rivalutate sono frutto di sentimenti di un certo tipo o forse - e qui si comincia a riflettere - tutto è dovuto al lato professionale della vita di tale ometto?
Prima lavoricchiava ma tendenzialmente fancazzeggiava: un giorno un negozio, l'altro un altro, due mesi part-time qua, due mesi part-time là. E la decisione di quanto/quale tempo passare con la sua partner era completamente loro, con quasi totale libertà, in mancanza di restrizioni lavorative.
Ora l'ometto lavora full-time, otto ore al giorno, cinque giorni alla settimana, mentre la sua partner lavora su due turni, sabato e domenica inclusi: nessuno dei due ha il controllo sul tempo da passare insieme; tutto dipende da fattori a loro esterni.
Può questo - il tempo limitato da terzi - portare due persone a valutare l'idea, in un futuro magari non troppo distante, di condividere uno spazio?
E se questo fosse possibile, possiamo cominciare a porci la vera domanda: la gente convive perché passa troppo poco tempo assieme, perché troppo tempo viene portato via dalla propria vita professionale; o perché vuole davvero convivere? Se tutti potessimo decidere quanto/quando lavorare, sentiremmo l'esigenza di avere una sorta di serenità dovuta al ritorno al proprio "nucleo familiare" (fino a quando tale serenità comincia ad essere confusa - e poi rimpiazzata - con la routine)?
Bisognerebbe giusto vivere la stessa vita in modo parallelo. A quando la clonazione (no, non quella che intende Davide, quella dell'avere una copia di sé stessi per utilizzarne i pezzettini in caso di bisogno: questa cosa da Johnny Freak - uno degli albi di Dylan Dog più belli della serie - non mi piace molto)?
uhm...sicuro che la comodità di non fare mezz'ora di macchina (assieme all'amore, alla voglia di stare insieme e quatnt'altro induca una persona sveglia come te a tenere in piedi una relazione) e di avere lo spazzolino sempre nello stesso bagno, e di non fare tardi per stare insieme quando la mattina dopo devi alzarti, siano un buon motivo per andare a convivere?
RispondiEliminano.mai.non cedere mai.quella mezz'ora di macchina,vi salverà.
RispondiEliminadato che invece sembra che i sentimenti che provi ti spingano seriamente a valutare questa opportunita'...bhe' io questa prova la farei...anche perche' solo provando credo che potrai darti delle risposte alle tue domande...let me know;)
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