martedì 30 novembre 1999

Evviva la città

A cosa serve una città?

Quando fa caldo, i palazzoni, la gente, il traffico, gli scarichi di aria condizionata rendono la città afosa e insopportabile. Ma quando tira vento, tutti questi palazzoni, anziché rendersi utili fermando il vento, lo lasciano passare senza porre resistenza: vai in giro con uno sforzo doppio, ma ti muovi alla metà della velocità.

Quando fa freddo, l'inquinamento si accumula, accumula e la pioggia non cade, perciò si accumula tutto ancora di più. E la Moratti si inventa il ticket per entrare in centro. Giusto per darti la multa il giorno del tuo matrimonio.

La città è ricca di servizi, ma col passare degli anni ciò di cui una persona davvero necessità diminuisce e la ricchezza di servizi diventa un surplus. Eppoi gli acquisti via internet aumentano. Vivere in una città o in un paese, quindi, non fa tutta quella differenza che poteva far prima. Aggiungiamoci che in città, come fuori dai grandi centri abitati, i negozi si accumulano all'interno di centri commerciali. E le pecore possono pascolare.

In città passeggi per strada, ma la gente mica la saluti. No. La ignori. Anzi, la mandi affanculo perché è d'intralcio. E in città i vigili rompono i coglioni a te, che fai un pezzo di marciapiede in bicicletta, ma non a quello col cellulare all'orecchio mentre guida l'auto inglobata da un'ammasso di ferraglia e puzza chiamato traffico.

Davvero, a cosa serve la città?

Ah, ecco, io ho una risposta: a tenere quei cittadini odiosi lontani dalle montagne.

Evviva la città.

3 commenti:

  1. utente anonimo25 aprile 2009 09:38

    bhe,mooolti,ma mmooolti,che vivono in città, il sabato e la domenica vanno in montagna, e ad agosto vanno al mare. è sempre poi la stessa gente. è forse la gente che potremmo definire con un "noi". (anzi, voi) gli hobbies e le gite fuori porta sono un must del cittadino.

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  2. Molti è molti, ma non tanti: dai un'occhiata - o fai dare un'occhiata - a qualsiasi centro di una qualsiasi grande città. Soprattutto ai centri commerciali o ai supermercati: pare quasi che non ci siano i giorni della settimana, tanto sono pieni.

    Oggi ho girato sulla Maddalena, in centro Brescia. Salivamo e scendevamo dalla montagna e incontravamo pochissima gente. Giù in città, invece? 10m=10min.

    Vedi tu.

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  3. utente anonimo27 aprile 2009 10:30

    La città è l'antitesi della montagna e della campagna.
    Un tempo si sceglieva di andare a vivere in città proprio per il motivo per cui tu la critichi ovvero perchè si poteva "godere" del fatto che è piena di gente. Di conseguenza se uno non era in grado di sopravvivere "da solo" con le proprie forze in campagna o in montagna, poteva "contare" su altri cittadini che avevano mansioni diverse dalle tue. Sostanzialmente la città è nata per "aiutarsi" e facilitare la cooperazione. Poi quel che è diventata oggi è tutto da capire..

    d.

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