martedì 30 novembre 1999

Ricerca Nielsen sul web 2.0

Scusate la digressione tecnologica, ma lavorando nel settore, mi viene da fare una riflessione.

Prima, però, vi consiglio di vedervi la ricerca, altrimenti non capite di cosa parlo (assicuro che è abbastanza interessante anche per chi non lavora nel settore).

ATTENZIONE: post interessante solo per coloro che lavorano col web e in particolare con chi non ha messo radici nel web di prima generazione ma si lascia andare al web 2.0 e alle sue potenzialità, riconoscendo che è una realtà concreta e che le cose, nonostante non lo voglia, cambiano.

Mi ha colpito la "difficoltà" di tenere incollati allo schermo gli utenti web 2.0.
 
L'idea che mi sono fatto è che questi utenti, sotto sotto, sono affamati di informazioni in proporzione alla loro produzione internet personale: la qualità dei post su blog, fotolog o quant'altro è migliorata parecchio, rispetto al passato, e spesso un semplice post si trasforma/deve trasformarsi in qualcosa di più di "oggi ho comprato le scarpe nuove", diventando "oggi ho comprato le scarpe nuove, fatte di questo materiale, che si estrae da questa pianta e blabla". Questo porta ovviamente ad una maggiore navigazione (come si vede dai dati Nielsen), ma anche ad una navigazione più breve, con ricerche mirate di quelle informazioni utili al riciclo nella propria sfera personale.
 
Che in fondo sia tutto un me me me?
 
Quanto viene da noi generato, al di fuori delle nostre stesse emozioni, e quanto viene riciclato? Forse quanto tempo passiamo a navigare su certi siti può essere un indice della nostra propensione alla produzione originale o alla produzione fotocopia? Guardiamo i filmati e li salviamo su YouTube principalmente perché ci piacciono o forse per provare quella sensazione di coolness quando chiamiamo a raccolta gli amici davanti al monitor e diciamo "Ehi, guarda 'sto video", come se lo avessimo fatto noi?
 
Ops, ecco la mia solita digressione che va da tutt'altra parte.
 
Chiedo scusa.
 
Però ho un bel video qui da farvi vedere..

1 commento:

  1. utente anonimo29 maggio 2007 11:37

    beh mi sembra che hai colto il senso del famoso web 2.0...

    si ricollega molto anche ai famosi 15 minuti di celebrità..

    quando internet era nata la maggior parte dei "fruitori" erano studenti o appassionati di informatica che tanto "prendevano" e tanto "davano" alla comunità (vedi i newsgroup)..

    con il tempo e la commercializzazione di internet ovviamente chi metteva i contenuti diventava una percentuale sempre più bassa rispetto agli utenti "passivi"..

    i furboni del marketing se ne sono accorti e sono corsi ai ripari creando il fantomatico web 2.0 facendoci credere che "tutti" possiamo essere creatori "originali" di contenuti internet...

    il passo successivo è capire che la maggior parte di cio' che viene creato da chi in realtà non ha nulla da creare è spazzatura..

    per il resto ben venga il coinvolgimento che porta forse all'originalità.. per ora molto poca secondo me...

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