E' una dolcezza che attanaglia. Mi si rivolta lo stomaco, mi vengono i brividi e penso ad un panino con tanto salame dentro. Non ho detto salamella. Però le cipolle ce le metterei pure dentro.
Fuori c'era la nebbia, prima, ora non c'è più, ma non vedo comunque oltre alla mia vista.
Non vedo oltre al paniere in un forziere di un piacere.
Che va e che viene.
Dovrei staccare un attimo, darmi tregua, pensare che, com'è successo stamattina, tutto risulti coperto da una densa coltre di nuvola caduta troppo in basso per i suoi gusti e poi, nel pomeriggio, un piccolo "puff puff", con tanto di gomma da masticare alla menta fresca che se non hai lo spazzolino non importa, ed il sole torna a splendere.
Beh, io sto facendo "puff puff" ma non si sposta nulla. E no, scusate ma no, le Vigorsol verdi non le voglio perché mi fanno proprio cagare.
Lo si vede, nella foto che ho scattato un paio di giorni fa, che la luce c'è, là dietro. Pure gialla. Calda. Ma c'è comunque tutto quel marshmallow in mezzo che anche gli alberi si sono messi in mezzo a darmi fastidio, pur di non farmela toccare. Potrei usarli come bastoncini per farmi strada; prenderli e infilarci i dolcetti sopra, bruciacchiandoli sul fuoco come nei film americani; ma sono troppo grossi per le mie esili braccia e, soprattutto, non ho una sega elettrica a portata di mano.
Ah, dolce l'angoscia, vero? Col cazzo! Il dolce te lo puoi mettere dove dico io, perché sono a dieta perenne. A dieta di cose belle e buone. Le evito. Le strapazzo e me le faccio in frullato, che le assimilo meglio ma durano così poco. Talmente poco che nel giro di pochi giorni vengo di nuovo assalito dai morsi della fame di angoscia.
E' un cane che si morde la coda? No, non c'entra proprio niente. L'erba del vicino è sempre più verde? C'entra ancora meno.
Ma allora io cosa cazzo c'entro in tutto questo? Io come posso fare quattro passi verso la luce e fermarmi, anziché infilarmi in un tornello che mi fa tornare indietro di altrettanti passi nella direzione opposta?
Io cosa cazzo c'entro? Cosa cazzo vuol dire essere sereni?
Un caffè ed una fettina di serenità, per favore. Grande almeno un quarto di quello che ho dentro.
Perché qua qualcosa mi attanaglia, ma non è di certo la dolcezza.
mmh..
RispondiEliminabevendo Flomax penso a teeeee...
RispondiEliminaguarda,potrei pure cantare in qsto momento...con la vocina da transessuale ma 1pò nasale x via di quel malloppo giallo ke tengo tra le camerette.
bene!
no,non è dolcezza quella che ti attanaglia -tu dissi-...sarà mica quel "NonSoCccchè" ke ti fa vedere tutto grigio?apatia?insoddisfazione?depressione?boh nn si sa.
io intanto vado a letto la sera e mi alzo la mattina con un unico pensiero:"che pppalle!",nonostante i piccoli momenti di felicità fugace e caduca.
passerà,anche qsta.
ti abbraccio.forte.
bau bau
noceDkokko malaticcia
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RispondiEliminanon so che pensare Yama...
ieri ho visto Babel.e non so decidermi su una cosa: i giapponesi del film ti assomigliano o no?...ci penserò
Ciao caro.
c'è qualcosa che dovrei sapere e che non so? lucido sempre, cinico imprescindibilmente, ma malinconico??? da quando sei malinconico?
RispondiEliminacmq m'hai fatto venire il magone, TI ODIO PER QUESTO grrrrrrrrrrrrrrrrrrr
secondo me egli non è cinico, bensì realista. e non esiste nessun realista che non possiede una certa dose di malinconia.
RispondiEliminagugolo gugolando gulevo guglo gugolare la gugolera mia...
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