martedì 30 novembre 1999

Cambiare casa

Cambiare casa è proprio difficile.

C'è la fatica fisica del trasportare tonnellate di materiale (di cui buona parte finisce nella spazzatura una volta giunta alla nuova destinazione).
C'è la fatica mentale del coordinare le cose nel modo giusto, per cercare di ottimizzare tutti i propri movimenti.
C'è il timore del nuovo ambiente, con rumori nuovi che lasciano perplessi e la paranoia degli altri condomini, che non conosci (mentre nella casa vecchia, alla fine, erano arrivati ad accettare un po' tutto).
C'è il tocco di tristezza, che fortunatamente dura solo qualche minuto, ripensando al fatto che quella casa in cui sei cresciuto non è più tua e che ora sei praticamente come quelli che venivano a trovarmi a casa: sono l'ospite.

E' difficile ed un po' triste. Non potrò dire che la casa nuova mi piacerà totalmente finché non avrò saputo chi ho intorno. Dentro non è ancora casa mia (e di Juliana), questione di tempo ed abitudine, ma noi ci stiamo dando da fare per farla diventare il più possibile un posto caldo in cui potersi sentire al riparo dal mondo esterno, dove i vecchi del condominio ti lasciano un messaggio poco garbato nella casella della posta con frasi del tipo "come si permette di sostituire la targhetta della mia casella della posta", solo perché, non sapendo quale fosse la nostra, avevo inserito la chiavetta dataci dal proprietario in tutte le serrature delle caselle e quella mi si era aperta. La mia risposta, nonostante tutto, è stata garbata. Non ho però ancora individuato chi è l'autore di questo pregevole, ammirevole benvenuto.

5 commenti:

  1. Ciao, scusa, so che è poco elegante, sper di non essere troppo sfacciata...ho aggiunto un nuovo post, e continuerò a postarne, ti invito a continuare a collaborare al mio esperimento!
    Grazie,
    Ilaria

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  2. utente anonimo5 febbraio 2008 00:10

    "Casa"

    Arundhati Subramaniam
    "Dammi una casa
    che non sia mia,
    dove possa entrare e uscire dalle stanze
    senza lasciar traccia,
    senza mai preoccuparmi dell'idraulico,
    del colore delle tende,
    della cacofonia dei libri vicino al letto.

    Una casa leggera da indossare,
    in cui le stanze non siano intasate
    delle conversazioni di ieri,
    dove l'ego non si gonfia
    a riempire gli interstizi.

    Una casa come questo corpo,
    così aliena quando provo a farne parte,
    così ospitale
    quando decido che sono solo in visita."
    [fan casuale]

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  3. @fan casuale: è incredibile come l'ultima strofa sia reale.

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  4. utente anonimo5 febbraio 2008 21:03

    Siamo sempre in visita in questo mondo illusorio, basta rendersene conto...


    Bella la tua musica, hai creato un mondo magico, ci si sente parte, coinvolti, spettatori...di un luogo, una vita che forse nn esistono.
    strana sensazione.
    [casuale]

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