In risposta alle accuse di Valeria, riconosco di aver mentito: il Furby è in questo momento infilato dentro il mio portapenne. E' solo che nella sua bruttezza, nella sua ricchezza di conoscenze, nella sua stortaggine, un pochino mi ci sono affezionato. Insomma.. boh.. poi con il suo zainetto portamoneta (una sola moneta) si è un po' guadagnato un motivo d'esistere.
Ieri m'è arrivato Scarface, il gioco per PS2, che ho "vinto" scrivendo una mail a Vice Magazine. Come già ho scritto in passato, non mi piace, ma tant'è: quando qualcosa è gratuito, è buono.
In preparazione: trasferta Fabric-a per Londra e gitarella fuori porta verso l'Oriente, per dire ciao ai nonni.
Non ce la faccio più di questi ondeggiamenti emotivi: un giorno mi sento oppresso e quindi scrivo cose senza senso ma molto personali e sentite - la casualità, il libero flusso di pensieri sono, in fondo, il succo della vita -; il giorno dopo mi sento occhei e torno a scrivere di come si schiaccia una mosca con uno stuzzicadente.. insomma.. cosa devo fare? Devo necessariamente sentirmi malato per produrre qualcosa che io per primo ho il piacere di rileggere in un secondo/terzo/quarto momento? Devo sentirmi ossessionato e appassionato di buio per esprimere qualcosa di più del piacere che provo a bere un caffé al mattino?Ma se poi quello stato d'animo produce cose che apprezzo, ciò non significa che io debba apprezzare tale stato d'animo. Anzi. Lo disprezzo, perché non mi piace. Però è anche vero che mi fa respirare. Ma come nel liquido amniotico. Quindi è un respiro che mi affoga. Se però non mi trovo in quel settaggio mentale, scrivo di caramelle e liquirizie.
Ma porco d'un cazzo, che casino. CHE CASINO!!! Perché la semplicità e la spensieratezza devono tarparmi così le ali? Perché, invece, il vuoto mentale generato da esse non diventa semplicemente più spazio per la creatività?
Si finisce sempre a parlare di cipolle e mandarini, qua..
ops...
RispondiEliminacapisco lo stato d'animo... e capisco la voglia di creare qualcosa che ti fa sentire orgoglioso di te... e soprattutto quando stai bene! ehehe!! ci sono passata anch'io!
ma ...la cipolla mi ha aiutata, sai!?
.D
ehehe!!
ciao
un bacio
,*
Apprezzi ciò che non ti fa respirare...
RispondiEliminaIl discorso sarebbe lungo e articolato... ma secondo me potrebbe essere semplice la spiegazione.
Assurdo risolvere con semplicità un discorso complesso, forse è questa la chiave perchè ciò non vuol dire evitare il complesso.
Com'è bella la creatività...ma è lei che ci salva dall'essere umani e ci rende un pò divini (o ci fà sentir tali per un attimo) quindi la spensieratezza può solo essere una pausa tra un guizzo e l'altro del nostro cervello che comunque ci serve per calibrare e riassettare.
Tiè! :-)
Apprezzo una certa cosa che non mi fa respirare, non tutto.. anzi, disprezzo molto ciò che non mi fa respirare.. è un caso un po' particolare ed è quello descritto nel mio post. Tutto il resto, tutte quelle altre cose che non mi fanno respirare le odio..
RispondiEliminaImmagino...infatti mi riferivo a quelle di un certo tipo...
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