Nel mio caso, comunque, mettere sempre qualcosa per iscritto può anche servire all'anima (ce l'abbiamo davvero, un'anima?), per quanto instabile emotivamente e ricoperta di sabbia sporca. Non a caso uso lo spazzolino, per dare una piccola pulita.
E se uso una parola anziché un'altra? Tipo "malavere" al posto di "malessere"? Mi cambia tutto il significato, vero? E con questa sono tre domande una dietro l'altra. Che aspettano le rispettive risposte? No, perché ognuna - tranne l'ultima - è la risposta a quella che la precede. Mentre la domanda finale è ovviamente retorica, di conseguenza non necessita di una chiusura.
Tutto ciò non ha molto senso, perché bisogna impegnarsi a leggere tra le righe. Solo che a volte le righe sono fitte fitte e non lasciano spazio all'immaginazione. Poiché in fondo in fondo non VOGLIONO lasciare spazio. Insomma, ogni tanto le parole preferiscono un monolocale anziché una villetta o una reggia. E non devono essere interpretate ma considerate solo per il loro suono.
C'è poi chi parla di cacofonia, ma non è questo il caso. Perché qui di cacofonico c'è soltanto una piccola terminazione nervosa svincolata che ondeggia e galleggia e danneggia: si deve assolutamente asportare o comunque la si deve annodare, altrimenti diventa pericolosa. Chi di non non ha mai preso una scossa di nervosismo? Magari pure lasciate lì a dondolare da qualcun altro?
Ma che si fottano tutti: a me la nebbia offusca la vista.
io credo sinceramente che questa sia la cosa più attraente che abbia letto negli ultimi tempi. compreso quel coglione di baricco.
RispondiEliminalove e chapeau
a proposito di persone solari...:)
RispondiEliminaogni tanto un po' di nebbia ci vuole.
un bacio, Yama!
puoi ripetere scusa?
RispondiElimina