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martedì 30 novembre 1999

Di teatro e vietato ai minori

Ieri sera siamo stati a teatro. Sì, è stato bello, se non fosse per due russi (credo) che si sono piazzati nei due posti di fronte ai nostri - eravamo in un balconcino al secondo piano, a ridosso del palco - e che quindi ci hanno costretti praticamente a stare in piedi per la maggior parte del tempo. Oltre al caldo assurdo, in quel quadratino con tappezzeria di.. seta?

Durante il concerto (la seconda parte è stata Also sprach Zarathustra, che tutti conoscono - io incluso - come l'apertura di "2001 Odissea nello spazio" e che, esclusa la parte iniziale, direi che merita), uno dei trombettisti si addormentava. Sì sì. Ha iniziato col tipico strofinarsi la faccia, i capelli (pochi), stropicciarsi gli occhi, poi ha appoggiato il mento sulla tromba, poi cominciava a dondolare, poi vedevi gli occhi totalmente chiusi, poi a braccia conserte dondolando. Però. Sì, però ogni cazzo di volta in cui doveva suonare, lui era lì, puntuale. Addirittura al termine del concerto è stato applaudito dal direttore d'orchestra (ma poi qual è il suo lavoro, se nessuno, alla fine, se lo caga? Son stato lì ad osservare un po' i musicisti, ma non lo guardavano), che, non so se casualmente o se seguendo un disegno predefinito, indicava qualche musicista e lo faceva alzare per raccogliere gli applausi del pubblico.

TampopoDopo lo spettacolo siamo andati da Autogrill per prenderci una birra ed un bicchiere di vino e, da lontano, in piazza Mercanti, abbiamo intravisto un megaschermo su cui stavamo passando un film giapponese, dal titolo "Tampopo" (sì, con la m, non con la n). Dato che era incentrato sul cibo e sul giappone, un connubio molto, molto interessante, abbiamo deciso di fermarci e ce lo siamo guardati tutto. Era la storia di questa tizia, Tanpopo, che, grazie all'aiuto di un cinque amici, risistema il suo ristorantino di ramen (orribilmente doppiati come "spaghetti") e vende tanto. Contemporaneamente, c'erano queste sottostorielle inserite ogni tanto, quella più assurda, forse, riguardante una vecchietta che si divertiva a tastare i cibi morbidi di nascosto in un negozietto ed il commesso che la seguiva cercando di beccarla. E' stato assurdo vedere costumi giapponesi a cui si è abituati (tagliare il cibo con le forbici; succhiare il ramen e mangiarlo rapidamente e altro che ora non mi viene in mente) generare reazioni di stupore o divertimento nelle persone presenti: insomma, siamo nel 2008, ci sono 16524 documentari sul giappone, 8736 articoli di giornale ed un'autostrada di informazioni come internet, eppure ci sono questi atteggiamenti da paesanotti che arrivano per la prima volta in una città e dicono "Oooooooh, dei carri senza cavalli!"

Vabbè, coincidenza, comunque, dopo il post scritto ieri. E la voglia di andare in giappone, ovviamente, non ha fatto che aumentare. Meno male che si spezza col Brasile, a dicembre, perché mi fa piacere, tornarci.

Tornati a casa, ovviamente, a forza di vedere persone su persone mangiare ramen, ci siamo fatti i nostri ramen "in busta", pronti in tre minuti più il tempo di scaldare l'acqua.

Ma parliamo un attimo di videogiochi: qualche giorno fa mi sono trovato, in via del tutto eccezionale, in un Gamestop (negozio di videogames). Mentre entravo ho incrociato una happyfamily, con due bambini sui 10/12 anni, che uscivano con in mano una copia di GTA, chiaramente per i due minorenni, non per il padre.

Sao PauloOra, mettendo per un attimo da parte che siamo in Italia e che, essendo un paese di merda, gli occhi si chiudono a destra e a manca, dato che il gioco è VM18, chi sta sbagliando? E' ovvio e scontato che la colpa è del genitore, che irresponsabilmente da' in mano ai figli un gioco non adatto alla loro età, ma è anche colpa dei commessi, che lo vendono al padre? O ancora più in alto, colpa dei responsabili di negozio? O addirittura di Gamestop stessa, che probabilmente non mette come regola da non infrangere quella del VM18?

Significa forse che io potrei prendere i miei eventuali figli di 5 anni e, dato che sono accompagnati da me, portarli in un cinema porno? Dopotutto il sesso è qualcosa che praticheranno comunque, mentre la violenza di GTA non necessariamente.
Ci sono sempre due pesi, due misure.

Se poi il divario tra ricchi e poveri sta aumentando, come dicono i giornali (loro le cose le dicono e poi lo tacciono per sempre: oggi c'è la guerra atomica, ma domani già tutto dimenticato) quanto mancherà ai "normali" che si spostano in auto/mezzi pubblici ed i ricchi in elicottero per andare da un lato all'altro di una città? Oops, ma già succede a Sao Paulo. L'ombra di questo mio vecchio post (nel quale vedevo il futuro dell'Italia nel presente del Brasile) si avvicina.

Stomaco

TomareHo visto una foto del Giappone, di una macchinetta per le bevande, su cui c'è scritto KORA JUSU, ossia Cola Juice.. sì, perché lì qualcuno la chiama anche così. E m'è venuto un vuoto allo stomaco. Malinconia. Di un posto che mi è vicino di sangue ma lontano sotto tanti aspetti, primo fra i quali la distanza fisica.

Lo idealizzerò, molto probabile, ma mi manca.

Chissà come dev'essere, per un italo-giapponese cresciuto all'estero e giunto ad idealizzare il paese in cui è nato, vivere là.

Ritornarci l'anno prossimo? Direi proprio di . Ma vorrei riuscirci per qualcosa di più di un paio di settimane.

Tornando (essendo) in Europa, stasera, per la prima volta, metterò piede alla Scala, dato che, per il suo compleanno, ho regalato a Juliana due biglietti per un concerto sinfonico. Certo, reggere il confronto con un'arte tanto forte emotivamente - per me - come il Kabuki non sarà facile, ma dai, suvvia, diamo una possibilità a qualcosa di così fortemente vecchiocontinente.

Per l'occasione, J mi ha regalato un abito scuro, perché dietro, sul biglietto, mi dicono "Abito scuro obbligatorio". E io non ce l'avevo.

Di iPhone, shampoo e doccino

Fa anche il caffèPrima un piccolo "rant" relativo all'iPhone: ci starei anche a pagare €200 per il telefono più €20 al mese come abbonamento se avessi internet illimitato, ma così come sono i piani tariffari, ossia cari e con limitazioni nella navigazione, mi sembrerebbe totalmente da idiota un acquisto del genere. Certo, è bello perché fa questo e fa quello, ma per le foto c'è la macchina, per la musica il telefonino, per il telefono il telefonino, per l'agenda il telefonino.. in verità per internet ho la PSP - parlo di "device" portatili - ma funziona solo in wi-fi ed ormai, in giro, tutti usano una protezione a chiave alfanumerica, perciò non posso scroccare la linea.

Vabbè, quindi dovrò aspettare un piano tariffario decente: prima o poi arriverà, dato che nel resto del mondo civilizzato è una cosa già presente. Da anni.

Sul discorso shampoo e doccino, invece, vorrei sprecare solo due paroline: ieri ho notato che ciò che accadeva qualche anno fa per lo shampoo sta accadendo ora per altre cose, in particolare ho notato il doccino.
Nel lontano 1989, quando ero in visita in Giappone con tutta la famiglia, erano in voga gli shampoo + balsamo 2 in 1. Ovviamente, poiché siamo terzo mondo (e qui ci si lega leggermente al discorso dell'iPhone), in Italia la cosa ha cominciato ad affermarsi parecchi anni dopo.
Il fenomeno che è seguito ha avuto, secondo me, del ridicolo: praticamente, se prima, era tutto un "Ah, 2 in 1, the best, the most veloce" adesso le cose suonavano più come "Shampoo SENZA balsamo" (con il "senza" maiuscolo, per farlo risaltare). Insomma, la normalità era il 2 in 1 ed il prodotto singolo era diventato la cosa speciale. Fortunatamente, comunque, la situazione si è normalizzata, perché io, personalmente, non faccio uso del 2 in 1 (userò il balsamo una volta al mese, il 2 in 1 magari se sono in viaggio, ma nemmeno tanto) ed avrei sofferto in un mondo di dualismo detergente.
Ora, ho notato, il discorso è stato trasferito sui doccini: se una volta spruzzavano acqua tutti allo stesso modo, adesso esistono i doccini con 12 funzioni (tra cui massaggio del lobo destro e massaggio del dito indice della mano sinistra), alcuni grandi quanto un vinile da 7" (o 45 giri, come preferite) con pesi al di sopra dei 6 kg (lo usano i culturisti per prepararsi a Mr Universe). Perciò c'è la necessità di specificare, sulla confezione, "Monogetto". Come quello che ho comprato ieri.

In futuro, quando tutti avremo l'iPhone, ci venderanno alcuni telefonini pubblicizzati come "Fa SOLO telefonate!!!". Ma più o meno già sta un po' succedendo.

FAQ Giappone

D: Com'è andato il viaggio?
R: Andato molto bene, grazie.

D: Dove siete stati?
R: Kyoto dai nonni, Yanase (in campagna) da alcuni zii, Miyajima, Iga-Ueno, Tokyo.

D: E basta?
R: Tu dove sei stato, in Giappone?

D: Highlights del viaggio?
R: Rispondendo anche a nome di Juliana, direi due spettacoli di teatro Kabuki a cui abbiamo assistito a Tokyo. Mi aspettavo una rottura di coglioni tremenda, perciò siamo stati allo spettacolo mattutino, solo un atto. Ma ci è piaciuto talmente tanto che abbiamo deciso di assistire ad uno spettacolo completo, al pomeriggio. Ed abbiamo quindi preso una cosa tipo poltronissime, in sesta fila, e ci siamo visti gli attori a pochi metri da noi. Davvero fantastico ed emozionante. Davvero. Soprattutto perché avevamo delle cuffiette che in inglese ci spiegavano approfonditamente cosa stava accadendo davanti ai nostri occhi.
E poi ovviamente stare coi nonni, nonostante a tratti fosse un po' stressante a causa.. beh, a causa del loro essere nonni.

D: Avete comprato qualcosa?
R: Oltre a 20 kg circa di cibo vario da portarci qua, io ho comprato una PSP bianca con tre giochi, un gioco cagatissima per DS e tre macchine fotografiche che qui ancora no no. Ah, una di queste, la Fujifilm Finepix Z200 rosso e nera, la vendiamo a circa €200, per chi potesse essere interessato. Ancora non è uscita al di fuori del giappone. Un vero affare, è pure molto stylish. La trovate qua su Ebay. Ve lo segnalo perché nessuno ha ancora fatto nemmeno un'offerta, dato che nessuno ancora conosce la macchina fotografica.

D: Foto o video da farci vedere?
R: Appena avrò un attimo di tempo per montare qualcosina, sistemare qualche foto e cose così.

D: Avete mangiato tanto?
R: Tanto. Ma tanto tanto. Soprattutto dai nonni. Tipo che non avevamo quasi mai fame perché era tutto un mangiare.

D: E avete..
R: Si, abbiamo. Io andavo a birra, praticamente, mentre J a sake. Che in verità si chiama "Nihonshu": se andate in un posto e chiedete "Sake" loro rispondono "Nihonshu?", perché in giapponese con "Sake" si intendono le bevande alcoliche in generale. Quindi tanto vale dire direttamente "Nihonshu" e sei a posto.

D: Mmm.. è la stagione delle pioggie, in Giappone.
R: Prendi l'ombrello, cosa vuoi da me. Durante il nostro viaggio avrà piovuto si e no due o tre giorni. Però alcuni giorni faceva abbastanza caldo e, soprattutto a Tokyo, un umido incredibile.

D: Avete conosciuto qualcuno?
R: Solo un paio di ragazzi, cosiddetti salarymen, mentre mangiavamo seduti per terra. Hanno cominciato a chiedere di dove fossimo e cose del genere ed abbiamo conversato una decina di minuti. In verità ho conversato io perché Juliana non parla giapponese. Lei, nel frattempo, giocava con delle formiche. Ehm.

D: Il tuo giapponese?
R: Ogni volta fa sempre più fatica a riemergere. Ho un vocabolario limitatissimo, nonostante la struttura della lingua mi risulti abbastanza naturale. La prima volta che devo dire cose come "Il ristorante di ramen che piace a mio padre" ci devo pensare un secondo in più, ma poi mi torna tutto in mente (in giapponese viene fuori una roba tipo "A mio padre / che piace / ristorante di ramen"). Comunque riesco a farmi capire. A volte. Perché poi quando la cosa si fa davvero complessa devo procedere a gesti e a parole un po' a caso, un po' a mo' di indigeno che parla la lingua degli invasori.

D: Quindi?
R: Quindi voglio studiare un po' questa lingua, perché non esiste che mi faccia sfuggire il 50% di ciò che sono e, soprattutto, una cultura in cui mi riconosco molto e di cui, ogni volta che me ne ricordo, sento la mancanza.

D: Juliana cosa dice?
R: Che Tokyo è il "buchicho", ossia il posto centrale. E che le piacerebbe vivere lì, ma ovviamente la lingua è un ostacolo enorme. Chissà.

D: In chiusura?
R: Il viaggio di andata è stato ok, il ritorno uno stress, durato all'incirca 24 ore tra una cosa e l'altra.

FAQ Giappone

D: Com'è andato il viaggio?
R: Andato molto bene, grazie.

D: Dove siete stati?
R: Kyoto dai nonni, Yanase (in campagna) da alcuni zii, Miyajima, Iga-Ueno, Tokyo.

D: E basta?
R: Tu dove sei stato, in Giappone?

D: Highlights del viaggio?
R: Rispondendo anche a nome di Juliana, direi due spettacoli di teatro Kabuki a cui abbiamo assistito a Tokyo. Mi aspettavo una rottura di coglioni tremenda, perciò siamo stati allo spettacolo mattutino, solo un atto. Ma ci è piaciuto talmente tanto che abbiamo deciso di assistire ad uno spettacolo completo, al pomeriggio. Ed abbiamo quindi preso una cosa tipo poltronissime, in sesta fila, e ci siamo visti gli attori a pochi metri da noi. Davvero fantastico ed emozionante. Davvero. Soprattutto perché avevamo delle cuffiette che in inglese ci spiegavano approfonditamente cosa stava accadendo davanti ai nostri occhi.
E poi ovviamente stare coi nonni, nonostante a tratti fosse un po' stressante a causa.. beh, a causa del loro essere nonni.

D: Avete comprato qualcosa?
R: Oltre a 20 kg circa di cibo vario da portarci qua, io ho comprato una PSP bianca con tre giochi, un gioco cagatissima per DS e tre macchine fotografiche che qui ancora no no. Ah, una di queste, la Fujifilm Finepix Z200 rosso e nera, la vendiamo a circa €200, per chi potesse essere interessato. Ancora non è uscita al di fuori del giappone. Un vero affare, è pure molto stylish. La trovate qua su Ebay. Ve lo segnalo perché nessuno ha ancora fatto nemmeno un'offerta, dato che nessuno ancora conosce la macchina fotografica.

D: Foto o video da farci vedere?
R: Appena avrò un attimo di tempo per montare qualcosina, sistemare qualche foto e cose così.

D: Avete mangiato tanto?
R: Tanto. Ma tanto tanto. Soprattutto dai nonni. Tipo che non avevamo quasi mai fame perché era tutto un mangiare.

D: E avete..
R: Si, abbiamo. Io andavo a birra, praticamente, mentre J a sake. Che in verità si chiama "Nihonshu": se andate in un posto e chiedete "Sake" loro rispondono "Nihonshu?", perché in giapponese con "Sake" si intendono le bevande alcoliche in generale. Quindi tanto vale dire direttamente "Nihonshu" e sei a posto.

D: Mmm.. è la stagione delle pioggie, in Giappone.
R: Prendi l'ombrello, cosa vuoi da me. Durante il nostro viaggio avrà piovuto si e no due o tre giorni. Però alcuni giorni faceva abbastanza caldo e, soprattutto a Tokyo, un umido incredibile.

D: Avete conosciuto qualcuno?
R: Solo un paio di ragazzi, cosiddetti salarymen, mentre mangiavamo seduti per terra. Hanno cominciato a chiedere di dove fossimo e cose del genere ed abbiamo conversato una decina di minuti. In verità ho conversato io perché Juliana non parla giapponese. Lei, nel frattempo, giocava con delle formiche. Ehm.

D: Il tuo giapponese?
R: Ogni volta fa sempre più fatica a riemergere. Ho un vocabolario limitatissimo, nonostante la struttura della lingua mi risulti abbastanza naturale. La prima volta che devo dire cose come "Il ristorante di ramen che piace a mio padre" ci devo pensare un secondo in più, ma poi mi torna tutto in mente (in giapponese viene fuori una roba tipo "A mio padre / che piace / ristorante di ramen"). Comunque riesco a farmi capire. A volte. Perché poi quando la cosa si fa davvero complessa devo procedere a gesti e a parole un po' a caso, un po' a mo' di indigeno che parla la lingua degli invasori.

D: Quindi?
R: Quindi voglio studiare un po' questa lingua, perché non esiste che mi faccia sfuggire il 50% di ciò che sono e, soprattutto, una cultura in cui mi riconosco molto e di cui, ogni volta che me ne ricordo, sento la mancanza.

D: Juliana cosa dice?
R: Che Tokyo è il "buchicho", ossia il posto centrale. E che le piacerebbe vivere lì, ma ovviamente la lingua è un ostacolo enorme. Chissà.

D: In chiusura?
R: Il viaggio di andata è stato ok, il ritorno uno stress, durato all'incirca 24 ore tra una cosa e l'altra.

Di iPhone, shampoo e doccino

Fa anche il caffèPrima un piccolo "rant" relativo all'iPhone: ci starei anche a pagare €200 per il telefono più €20 al mese come abbonamento se avessi internet illimitato, ma così come sono i piani tariffari, ossia cari e con limitazioni nella navigazione, mi sembrerebbe totalmente da idiota un acquisto del genere. Certo, è bello perché fa questo e fa quello, ma per le foto c'è la macchina, per la musica il telefonino, per il telefono il telefonino, per l'agenda il telefonino.. in verità per internet ho la PSP - parlo di "device" portatili - ma funziona solo in wi-fi ed ormai, in giro, tutti usano una protezione a chiave alfanumerica, perciò non posso scroccare la linea.

Vabbè, quindi dovrò aspettare un piano tariffario decente: prima o poi arriverà, dato che nel resto del mondo civilizzato è una cosa già presente. Da anni.

Sul discorso shampoo e doccino, invece, vorrei sprecare solo due paroline: ieri ho notato che ciò che accadeva qualche anno fa per lo shampoo sta accadendo ora per altre cose, in particolare ho notato il doccino.
Nel lontano 1989, quando ero in visita in Giappone con tutta la famiglia, erano in voga gli shampoo + balsamo 2 in 1. Ovviamente, poiché siamo terzo mondo (e qui ci si lega leggermente al discorso dell'iPhone), in Italia la cosa ha cominciato ad affermarsi parecchi anni dopo.
Il fenomeno che è seguito ha avuto, secondo me, del ridicolo: praticamente, se prima, era tutto un "Ah, 2 in 1, the best, the most veloce" adesso le cose suonavano più come "Shampoo SENZA balsamo" (con il "senza" maiuscolo, per farlo risaltare). Insomma, la normalità era il 2 in 1 ed il prodotto singolo era diventato la cosa speciale. Fortunatamente, comunque, la situazione si è normalizzata, perché io, personalmente, non faccio uso del 2 in 1 (userò il balsamo una volta al mese, il 2 in 1 magari se sono in viaggio, ma nemmeno tanto) ed avrei sofferto in un mondo di dualismo detergente.
Ora, ho notato, il discorso è stato trasferito sui doccini: se una volta spruzzavano acqua tutti allo stesso modo, adesso esistono i doccini con 12 funzioni (tra cui massaggio del lobo destro e massaggio del dito indice della mano sinistra), alcuni grandi quanto un vinile da 7" (o 45 giri, come preferite) con pesi al di sopra dei 6 kg (lo usano i culturisti per prepararsi a Mr Universe). Perciò c'è la necessità di specificare, sulla confezione, "Monogetto". Come quello che ho comprato ieri.

In futuro, quando tutti avremo l'iPhone, ci venderanno alcuni telefonini pubblicizzati come "Fa SOLO telefonate!!!". Ma più o meno già sta un po' succedendo.

Di matrimonio, gatti e Giappone

Ecco qua il video, con frammenti di matrimonio, introduzione dei gattini e buona parte di Giappone.



Ieri sera, poi, sono andato a vedere i Sigur Ros. Mi è piaciuto, si, ma mi sono mancati i brividi che speravo di sentire, principalmente perché non hanno fatto i pezzi che più mi inducono emozioni.

Highlight del concerto è stato il nuovo singolo che, dal vivo, rende almeno un migliaio di volte di più che sul disco. In un secondo momento, comunque, metterò un video, immagino, integrato con le riprese di Juliana, che con la sua nuova fotocamera arriva ad uno zoom 12x che si vedono anche i brufoli del cantante (ieri sera, in auto, al ritorno, ce l'avrà ricordato 5 volte, che ha uno zoom potente).

FAQ Giappone

D: Com'è andato il viaggio?
R: Andato molto bene, grazie.

D: Dove siete stati?
R: Kyoto dai nonni, Yanase (in campagna) da alcuni zii, Miyajima, Iga-Ueno, Tokyo.

D: E basta?
R: Tu dove sei stato, in Giappone?

D: Highlights del viaggio?
R: Rispondendo anche a nome di Juliana, direi due spettacoli di teatro Kabuki a cui abbiamo assistito a Tokyo. Mi aspettavo una rottura di coglioni tremenda, perciò siamo stati allo spettacolo mattutino, solo un atto. Ma ci è piaciuto talmente tanto che abbiamo deciso di assistire ad uno spettacolo completo, al pomeriggio. Ed abbiamo quindi preso una cosa tipo poltronissime, in sesta fila, e ci siamo visti gli attori a pochi metri da noi. Davvero fantastico ed emozionante. Davvero. Soprattutto perché avevamo delle cuffiette che in inglese ci spiegavano approfonditamente cosa stava accadendo davanti ai nostri occhi.
E poi ovviamente stare coi nonni, nonostante a tratti fosse un po' stressante a causa.. beh, a causa del loro essere nonni.

D: Avete comprato qualcosa?
R: Oltre a 20 kg circa di cibo vario da portarci qua, io ho comprato una PSP bianca con tre giochi, un gioco cagatissima per DS e tre macchine fotografiche che qui ancora no no. Ah, una di queste, la Fujifilm Finepix Z200 rosso e nera, la vendiamo a circa €200, per chi potesse essere interessato. Ancora non è uscita al di fuori del giappone. Un vero affare, è pure molto stylish. La trovate qua su Ebay. Ve lo segnalo perché nessuno ha ancora fatto nemmeno un'offerta, dato che nessuno ancora conosce la macchina fotografica.

D: Foto o video da farci vedere?
R: Appena avrò un attimo di tempo per montare qualcosina, sistemare qualche foto e cose così.

D: Avete mangiato tanto?
R: Tanto. Ma tanto tanto. Soprattutto dai nonni. Tipo che non avevamo quasi mai fame perché era tutto un mangiare.

D: E avete..
R: Si, abbiamo. Io andavo a birra, praticamente, mentre J a sake. Che in verità si chiama "Nihonshu": se andate in un posto e chiedete "Sake" loro rispondono "Nihonshu?", perché in giapponese con "Sake" si intendono le bevande alcoliche in generale. Quindi tanto vale dire direttamente "Nihonshu" e sei a posto.

D: Mmm.. è la stagione delle pioggie, in Giappone.
R: Prendi l'ombrello, cosa vuoi da me. Durante il nostro viaggio avrà piovuto si e no due o tre giorni. Però alcuni giorni faceva abbastanza caldo e, soprattutto a Tokyo, un umido incredibile.

D: Avete conosciuto qualcuno?
R: Solo un paio di ragazzi, cosiddetti salarymen, mentre mangiavamo seduti per terra. Hanno cominciato a chiedere di dove fossimo e cose del genere ed abbiamo conversato una decina di minuti. In verità ho conversato io perché Juliana non parla giapponese. Lei, nel frattempo, giocava con delle formiche. Ehm.

D: Il tuo giapponese?
R: Ogni volta fa sempre più fatica a riemergere. Ho un vocabolario limitatissimo, nonostante la struttura della lingua mi risulti abbastanza naturale. La prima volta che devo dire cose come "Il ristorante di ramen che piace a mio padre" ci devo pensare un secondo in più, ma poi mi torna tutto in mente (in giapponese viene fuori una roba tipo "A mio padre / che piace / ristorante di ramen"). Comunque riesco a farmi capire. A volte. Perché poi quando la cosa si fa davvero complessa devo procedere a gesti e a parole un po' a caso, un po' a mo' di indigeno che parla la lingua degli invasori.

D: Quindi?
R: Quindi voglio studiare un po' questa lingua, perché non esiste che mi faccia sfuggire il 50% di ciò che sono e, soprattutto, una cultura in cui mi riconosco molto e di cui, ogni volta che me ne ricordo, sento la mancanza.

D: Juliana cosa dice?
R: Che Tokyo è il "buchicho", ossia il posto centrale. E che le piacerebbe vivere lì, ma ovviamente la lingua è un ostacolo enorme. Chissà.

D: In chiusura?
R: Il viaggio di andata è stato ok, il ritorno uno stress, durato all'incirca 24 ore tra una cosa e l'altra.

Ancora Subsonica

Di nuovo, mercoledì 18 giugno andrò a vedermi i Subsonica all'Arena di Milano, mentre promuovono l'ultima loro fatica L'Eclissi, che mi è piaciuto alquanto. Venerdì sera di quella stessa settimana, invece, mentre J lavorerà, andrò con Daniel, il fratello di J, venuto appositamente dal Brasile per vedere i Verdena al Live di Trezzo. No, non è vero, è qui per ben altri motivi.

Poi ultimo weekend da celibe, perché il martedì successivo ci si sposa. E poi si vola in Giappone. E dopodiché si vedrà se si realizzerà un sogno o meno. Speriamo, eh, J?

Ancora Subsonica

Di nuovo, mercoledì 18 giugno andrò a vedermi i Subsonica all'Arena di Milano, mentre promuovono l'ultima loro fatica L'Eclissi, che mi è piaciuto alquanto. Venerdì sera di quella stessa settimana, invece, mentre J lavorerà, andrò con Daniel, il fratello di J, venuto appositamente dal Brasile per vedere i Verdena al Live di Trezzo. No, non è vero, è qui per ben altri motivi.

Poi ultimo weekend da celibe, perché il martedì successivo ci si sposa. E poi si vola in Giappone. E dopodiché si vedrà se si realizzerà un sogno o meno. Speriamo, eh, J?

Ancora Subsonica

Di nuovo, mercoledì 18 giugno andrò a vedermi i Subsonica all'Arena di Milano, mentre promuovono l'ultima loro fatica L'Eclissi, che mi è piaciuto alquanto. Venerdì sera di quella stessa settimana, invece, mentre J lavorerà, andrò con Daniel, il fratello di J, venuto appositamente dal Brasile per vedere i Verdena al Live di Trezzo. No, non è vero, è qui per ben altri motivi.

Poi ultimo weekend da celibe, perché il martedì successivo ci si sposa. E poi si vola in Giappone. E dopodiché si vedrà se si realizzerà un sogno o meno. Speriamo, eh, J?

Di lavoro, sogni, nonni e bici

Se di notte passi in rassegna molti dei tuoi colleghi, il tuo lavoro è arrivato ad influenzare parecchio la tua vita: ciò è alquanto scontato, perché nell'ufficio si passano 8 ore la giorno, 5 giorni alla settimana. Praticamente 5/7 della tua vita. Se consideriamo che la metà di 7 è 3.5, possiamo vedere che è ben più della metà della nostra vita. Questa è la società in cui viviamo.

I sogni, comunque, stanotte, sono stati diversi. Non farò i nomi:

Stefano, account: ieri (nella vita reale) m'haa segnalato un problema su di un sito su cui sto lavorando e, nel sogno, io cerco di sistemarlo ma non riesco più a riprodurlo.

Alberto, web developer: nell'ufficio - e anche fuori, direi - è famoso per l'odore non proprio piacevole emanato dal suo corpo, oltre all'enormità fisica ed ai problemi di pelle. Se sta facendo qualcosa per risolvere questi problemi, niente da dire; se invece se ne fotte, allora io continuerò a parlarne male. Tornando al sogno.. con la sua autovettura antica e scassata, viene a prendermi alle 6 di mattina per andare in mtb in montagna (lui, che tipo da fare sforzi oltre a ciò che serve non sembrerebbe proprio!). Gli chiedo dove metto io la bici - la sua è sul portapacchi - lui mi dice che per ora non importa, ci dobbiamo incontrare con gli altri e poi ci penseremo. Salgo in auto e, per prima cosa, abbasso il finestrino a palla.
Comincia a guidare e va verso la Brianza. Conduce come un cretino e mi confida che lui ha paura di mettersi alla guida - tutto questo mentre procede a velocità folle. Sfila tra mille vetture; auto che vanno in contromano e noi che dobbiamo evitarle; quattro auto della polizia che ne inseguono una di un qualche delinquente e, in una curva strettissima, due rotolano via ed esplodono; aerei che, in lontananza, prendono fuoco e precipitano.. insomma, il solito scenario apocalittico che si presenta nei miei sogni. Per un po' sopporto lo stile di guida di Alberto, poi gli intimo di rallentare, non proprio gentilmente. Lui rallenta. Al che mi guardo intorno, perché il tempo è passato e non siamo ancora arrivati. Gli chiedo dove cazzo dobbiamo incontrarci con gli altri e mi risponde "Si, dai, lì davanti, a Loreto". Io gli dico che "Cazzo, deficiente, Loreto è dalla parte opposta. Vaffanculo, scendi, guido io, che cazzo, porca troia!" Ci scambiamo di posto e, con terrore, vedo che il finestrino al posto di guida non si può aprire: morirò asfissiato dall'olezzo. Il sogno finisce qui.

Paola, copy e Cristina, account: non ricordo cos'ho sognato di loro, ma mi ricordo che c'erano ed ho pure parlato con loro.

Chiudendo il discorso sui sogni di stanotte, ieri sera sono andato a cena con mio padre. Mi aveva già raccontato del viaggio di andata dei miei nonni (taxi li prende sotto casa a Kyoto, carica bagagli, porta ad Osaka, scarica bagagli e glieli carica su carrello, fanno check-in, vengono fatti accomodare nella lounge vip, servono loro tè, caffè, cibo, quando arriva il momento di salire in aereo, li fanno salire per primi). Questa volta mi ha raccontato della loro piccola disavventura nel viaggio di ritorno verso il Giappone. I miei nonni, 80+ anni, passano attraverso le macchine, in aeroporto, che fanno bip bip se hai cose metalliche. Infilano chiavi di casa, dell'auto e regali vari in un sacchetto, così da evitare che si metta a suonare il marchingegno. Salgono poi sull'aereo ed attendono la partenza. Finché il nonno si accorge d'aver dimenticato il sacchetto laggiù. Chiama la hostess e glielo dice.. insomma, mica roba da poco: sono le chiavi di casa e dell'auto. La hostess si mette in contatto con qualcuno della JAL (Japan Airlines) in aeroporto. Un tizio corre, prende il sacchetto e corre in aereo, per consegnarlo ai miei nonni. Finito di raccontarmi la storiella, ho pensato "Ecco, questo è Giappone (in questo caso avrei dovuto dire "questo è una compagnia giapponese", ma tant'è)" ed ho anche pensato che, fosse successo con altre linee aeree con cui ho avuto esperienza in passato, mi sarebbe stato detto che "Mi spiace, signore, non possiamo bloccare l'aereo perché lei ha dimenticato il sacchetto: avviseremo il personale di terra di controllare se il pacchetto c'è ancora ed eventualmente glielo faremo spedire".
Il racconto è finito con mio padre che mi diceva che i nonni non volevano raccontargli dell'episodio, perché non volevano farlo incazzare - mmmmm, chissà da dove ho preso il mio carattere, eh? - ma volevano comunque ringraziare il tizio che ha fatto la corsa per prendere il sacchetto; hanno perciò chiesto a mio padre di andare a Malpensa con un regalo e di lasciarlo al gentil signore, dovendo così raccontargli di ciò che è successo. E così ha fatto mio padre, il giorno dopo. E anche questo è Giappone, cazzo.

Volevo dire qualcosa della bici, solo che ora non mi ricordo più cosa. Cheppalle. Meno male che cioècchestoria questo è il web 2.0 e le cose si possono cambiare in un secondo momento.

Post a punti

- Mi sono comprato JPod, l'ultima fatica di Coupland.

- Simone (ChibiYoshi) mi ha spiegato che ci sono tre tipi di partenze turbo in Mario Kart DS.. ecco perché rimanevo sempre indietro contro i ghost.

- Giovedì vado a Roma per il TBWA Summer Party (la compagnia del cui network fa parte Agency.com) e ne approfitto per fermarmi tutto il weekend e vedere i Genesis gratis. Quindi settimana lavorativa breve (si lavora fino a mercoledì, oh yeah).

- Ho visto "Thank you for smoking" e "Il diavolo veste Prada".. mi son piaciuti entrambi.

- Ieri sera al Ragnarok son stato bene.. abbiamo ballato un po', ma la musica del diggei stentava a decollare e quindi abbiamo levato le tende verso le 3.

- Ho ricevuto un sms dalla Tim per la promozione Exclusive, perciò sto considerando di passare ad un nuovo cellulare, ossia il SonyEriccson quello a conchiglia azzurra con il display nella conchiglia stessa. Per €4 al mese x 24 mesi ne vale la pena, venendomi a costare circa €100 (inizialmente mi ha dato da pensare il pagare rate per così tanto tempo, ma alla fine pagare le rate o pagarlo tutto insieme è la stessa cosa: anche se dovessi cambiarlo dopo poco tempo chissene, son sempre €4 al mese).

- Incrocio le dita ed aspetto i €900 che mi arriveranno dallo stato a fine mese. E considero l'idea di comprarmi l'xbox360. Ma anche no.

- Mi son comprato due magliette nuove: per un annetto sono a posto.

- Domani arrivano i nonni dal Giappone.

- Che post inutile.

Domokun

Finalmente ho scoperto chi è il biscotto maligno!!! E me lo sono messo subito nel mio desktop in ufficio.

Eccovi Domokun in tutta la sua bellezza.. in versione piccola, l'originale è 1280x1024, ma devo comunque rifarlo decentemente: questo è temporaneo (ecco il perché di mancanza di elementi grafici e tutto il resto).

Domokun

Bibite gratis

Macchinetta per bevande giapponeseA quanto riporta questa notizia, in Giappone, in particolare a Tokyo, a partire da Giugno si troveranno in giro delle macchinette distributrici di bevande gratuite.

Come è possibile? Pare che dei monitor a cristalli liquidi da 19 pollici saranno installati sulle macchine ed il cliente dovrà seguire una pubblicità di 30 secondi mentre il suo drink verrà versato in una tazza su cui, mi sembra di capire (scusate ma il portoghese lo capisco a tratti), ci sarà dell'altra pubblicità.

Sarà quindi la compagnia che manderà il "commercial" a pagare circa 70/80 Yen per bibita.

Non potevano farlo mentre noi eravamo là?

La cosa, nonostante possa sembrare assurda per un occidentale, potrebbe anche prendere piede nel paese del Sol Levante, dove il rispetto per la società è ben diverso da quello italiano e, diciamola tutta, lo "scrocconaggio compulsivo" non è un problema contemplato (intendo dire che la gente che approfitterebbe di questa soluzione commerciale sarebbe la stessa gente che, comunque, comprerebbe le bevande per berle, non giusto per scroccare).

Fonte e foto: Juliana

Piacciono?

Piacciono le mie nuove scarpette? Circa €100 per entrambe, a Kyoto.

Ne è valsa proprio la pena. Ma molti diranno che fan cagare. Eh, i gusti son gusti: non sono giapponese mica per niente. Ed è stato amore a prima vista per entrambe.

Merrell


Puma

Gita in Giappone

Riporterò le cose un po' a muzzo, come mi vengono in mente, senza una vera e propria logica, perché in fondo, quando si tratta di certe cose, preferisco lasciare al caso la scelta dell'ordine delle parole. Senza un riordino mentale.

In fondo al post, poi, qualche immagine che non finirà probabilmente né sul fotolog tantomento su flickr. Più un piccolo video, ovviamente.

La gita in Giappone è stata, come sempre, molto bella. Stavolta, per la prima volta, ci sono andato con altre 6 persone. E devo dire che ciò fa molta differenza rispetto all'andare in coppia.

La stanchezza è stata tanta, il livello di alcolismo si è mantenuto buono durante tutto il periodo, non ci sono stati screzi tra di noi - tranne qualche litigata durante i primi giorni con Juliana. Sette giorni effettivi sono troppo pochi.. sono probabilmente abbastanza per riuscire ad entrare nell'ottica di qualcosa di così diverso da dove vivo in questo momento.

Finalmente, dopo vari tentativi, sono riuscito a vedere il monte Fuji.

A Tokyo ed Osaka siamo finiti in due Youth Hostels che, purtroppo, chiudevano alle 23, non permettendoci quindi di rientrare più tardi di tale orario. A Kyoto, invece, lo stare dai nonni - con orari quindi un po' da nonni - non ha permesso a me e Juliana di unirci agli altri per provare un minimo di vita notturna, ma in fondo non ha tanta importanza, perché quella posso portarla avanti qui a Milano, no?

Tokyo è sempre incasinata, come me la ricordavo, mentre Kyoto si è dimostrata di nuovo una delle mie città preferite.

Mi piacerebbe andarci a vivere qualche mese, per poter capire meglio se è un tipo di società in cui mi troverei meglio rispetto a quella italiana o se semplicemente la lontananza dal paese in cui sono nato me lo faccia idealizzare all'inverosimile.

Dormire dai nonni;
svegliarsi alla voce di lui che mi chiama "Masatomooooo, shichiji desu!" (Masatomo, sono le sette);
scendere le scale e trovare la tavola imbandita di frutta salata, pan (pane morbido dolce) con burro e marmellata fatta dalla nonna (niente riso e pesce, stavolta);
tossire per le sigarette;
scambiare due chiacchere coi due vecchini che si siedono al basso tavolino bevendo bancha (tè all'italiana, per dire) ed un po' di ocha normale;
tornare a casa con un "tadaimaaaaa" e sentirsi dire un "okaeriiii" come risposta;
andare con gli amici il primo giorno per far vedere loro una tipica casa giapponese ed invece fermarcisi tutti insieme a mangiare vagonate di sukiyaki nonostante avessimo tutti mangiato poco prima e ci sentissimo pieni fino al vomito (io, poi, in verità facevo avanti e indietro e mangiavo ben poco, vedendo quindi i miei amici soffrire alla continuità del cibo portato in tavola dalla nonna);
piangere a dirotto sull'aereo che decolla ad Osaka, temendo di perdere parte di una cultura che per quanto latente si dimostra viva e vegeta;
piangere anche perché, ogni tanto, è bello sentire di avere una specie di famiglia, è bello avere qualcuno che si preoccupa di te anche se magari a primo impatto lo trovi troppo appiccicoso, senti che ti stanno troppo addosso;
capire quasi tutto quanto ti viene detto ma non riuscire a dire le cose;
desistere dal chiedere qualcosa ai nonni perché non sai come spiegarti;
ricevere da tuo padre una telefonata in cui ti dice che i nonni sono stati tanto contenti di andare a mangiare okonomiyaki con te ed i tuoi amici;
sentire tua nonna che ti dice "chissà quando tornerai ancora a trovarci".

Malinconia.




Partenza


In partenza verso terre d'oriente. Con vino anti-volo, ovviamente.



Centrare la mosca


E mi raccomando ammazzate la mosca.



Soprattutto facilmente


Mi raccomando, toccatelo facilmente eh!



Con Ultraman


Ricordi di gioventù passata.



Bello da vedere. E basta.


Bello da vedere. Si. Ma una merda da mangiare.



Marta fa le foto


Facciamo i turisti, che è meglio.



Cartolina tecnologica


Cartolina tecnologica.



Da lassù


Meno male che non si vede la mano che trema.



Proprio morto, eh?


Ciao piccolo pesciolino zombie.



Turisti non per caso


Finalmente il monte Fuji.



Bondage


Perché a noi ci piace il bondage.



Foto di foto


Fotografia di fotografa che fotografa.



Mangia, Juliana


Gnam. Buono. Piccante, vero?



Rientro in stazione


Rientro in stazione per il Nozomi.



Con i nonni siam felici


Perché dai nonni siamo tutti felici (tranne me che non appaio in foto).



Chi glielo dice?


Chi ha il coraggio di dir loro che quello non è un televisore ma un poster?



Insetto con proboscide


Strani incontri in giro per il Giappone.



Turisti non per caso 2


Turisti al Ginkaku-ji.



Un tesoro


Una vagonata di monetine per farci diventare ricchi.



Dj Keisuke e Masao?


Dj Keisuke? E dj Masao? Cosa ci fanno mio fratello e mio padre nei club?



Lì da sempre


Da sempre lì, per sempre lì. La sicurezza di qualcosa che rimane.